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il 17 giugno io sarò
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"La realtà è che quando
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G. Salvemini
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Diario |
 
Diario
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27 maggio 2006

Ministro Bindi mi scusi ma qualcosa non quadra!

Mi arriva in una mailing list un articolo che parla di nuove dichiarazioni della Bindi (tra un po' sto blog lo chiamo My Own private Rosy Bindi se continua così).
Questo è l'inizio:

Rosy Bindi: «Non sarò una Zapatera»
Pacs, l'esponente della Margherita scrive ancora all'«Avvenire» e
aggiusta il tiro


• da Il Tempo del 25 maggio 2006, pag. 7


Zapatera no. Rosy Bindi spiega che le coppie di fatto non possono
avere gli stessi diritti delle persone sposate ma bisogna pensare
anche a chi non si unisce in matrimonio insiste sul fatto che bisogna
pensare anche a chi decide di non salire sull'altare. Per loro
si «creerà uno status diverso». Ma comunque «questo non sarà un
governo zapateriano». Parola di neoministro della Famiglia. «Noi
vogliamo togliere dalla clandestinità, rispetto all'ordinamento
giuridico, tutti quelli che vivono una condizioni diversa da quella
del matrimonio, senza chiamarla matrimonio, perchè a situazioni
diverse si fa una regolamentazione diversa. Se uno ha scelto di
essere coppia di fatto - ha aggiunto Bindi - non può avere gli stessi
diritti e gli stessi doveri del matrimonio, perchè allora si sposa.


Non si sente Zapatero (Ma davvero??? Ma chi se l'aspettava?!)
facciamo un qualcosa (cosa???) diverso dal matrimonio, che se uno vuole una coppia di fatto vuole una coppia di fatto, sennò si sposa.

Benissimo ministro.... però perchè regga il ragionamento deve fare proprio come Zapatero, sennò l'alternativa coppia di fatto/ matrimonio non c'è per tutti i cittadini.


Dopo tutto il casino di questi giorni sul suo presunto lesbismo si è già dimenticata che esistono gli omosessuali???


Continuado l'articolo naturalmente non ci risparmia il solito no all'adozione perchè.... a un bambino servono una figura maschile e una femminile.

Un bellissimo discorso... PECCATO CHE NON SIA VERO!

L'articolo finisce con una chicca di Rutelli:
«i Pacs non sono nel
programma del centrosinistra anche se ci sarà grande rispetto per le
condizioni delle persone che convivono, ma questo non significa
cambiare quello che con grande chiarezza è scritto nel nostro
programma».

Siccome nessuno ha ancora capito cosa dice il programma nelle sette righe dedicate alle coppie di fatto mentre lui c'è  l'ha così chiaro potrebbe per favore spiegarlo ai cittadini?

  




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26 maggio 2006

SE FOSSI A ROMA VOTEREI COSI' !

Sono a Genova ma se fossi a Roma alle comunali saprei chi votare, vedete voi romani, ma un candidato davvero laico e davvero di sinistra non si trova tanto spesso.
Secondo me vi basta andare a vedere il suo blog, dove c'è anche il suo manifesto politico, per decidervi.






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24 maggio 2006

Chiudiamo la breccia e muriamoli tutti dentro!!!!!!!!!!!!!!

Avevo detto che probabilmente da adesso in poi in questo blog mi sarei occupato solo di questioni glbt  e sembra che tutti gli omofobi di questo paese abbiano deciso di darmi una mano con le dichiarazioni più disgustose.

 

Ieri il Signor Tonini, cardinale, ha dichiarato a markette che l'omosessualità "È un atto bestiale, come già diceva Kant, la peggiore impudicizia".

Se non si volesse cogliere l'insulto si potrebbe dire che finalmente hanno smesso con il solito argomento  del "contro natura" e hanno ammesso che è naturale e che in effetti anche gli animali possono essere omosessuali.

E' chiaro che ci vorebbe una persona con ben poca logica a leggerla in questa maniera.

Per quanto mi riguarda sono molto contento di un invito del segretario di Arcigay Aurelio Mancuso, credente, che ha invitato i gay e le lesbiche a prendere le distanze dalla chiesa, visto il livello di insulto e di omofobia ormai raggiunto.

Gay.tv riprendeva la notizia linkando la pagina dall'unione degli atei e degli agnostici razionalisti sullo sbattezzo, dove si può anche scaricare il link.

Lo "sbattezzo" è semplicemente far annotare nel registro dei battezzati che con la chiesa cattolica non si vuol più aver niente a che fare e che men che meno se ne vuol fare ancora parte.

Io sono anche iscritto alla UAAR quindi è chiaro che non possa non invitare allo sbattezzo.

Qui a sinistra c'è un grosso quadrato rosso con scritto dentro sbattezziamoci , un omino nero e la scritta uaar, cliccando li vi si spiega tutto.

 

 

 

 

 

 




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24 maggio 2006

Precisazioni sul presunto lesbismo della Bindi e sull'outing

Intanto la risposta della Bindi, e pensare che subito non ero molto soddisfatto di un ministero della famiglia ad una cattolica della Margherita:

"Non avrei nessuna difficoltà a dichiararmi omosessuale se lo fossi. E' evidente che le parole di Saia tradiscono la mentalità discriminatoria retaggio della sua storia politica e dimostrano l'imbarbarimento del confronto politico. Mi dispiace per il senatore Saia ma anche se, per scelta personale, ho rinunciato a sposarmi, mi piacciono gli uomini educati, rispettosi delle donne, intelligenti e possibilmente belli. Tutte qualità che il senatore di An non possiede".


Adesso una precisazione, copiata  pari pari da anelli di fumo:

"In realtà non si tratta di "outing", perché nessuno di noi ha le prove del lesbismo della Bindi. Qui si tratta di diffamazione, perché Saia intende il termine "lesbica" in modo offensivo, ossia come una qualità negativa che, nella sua mentalità, impedirebbe a Rosy Bindi di essere ministro per la Famiglia."





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23 maggio 2006

In democrazia una lesbica ministro è normale, un senatore omofobo è uno scandalo!

Leggo sul sito di Arcigay che il senatore di AN Maurizio Saia ha dichiarato : "La Bindi? Una lesbica, e non può guidare il ministero della Famiglia".
Sono arrivati davvero oltre il limite, intanto perchè, se la Bindi fosse (ma chi se ne ferga) lesbica, questo non significherebbe che non possa occuparsi di famiglie.
I gay e le lesbiche nascono, almeno nella gran parte, in famiglie eterosessuali, tradizionali e magari anche benedette e sanno benissimo di cosa si parla.
In secondo luogo perchè anzi una lesbica al ministero della famiglia sarebbe anche l'ora, siccome oggi la famiglia tradizionale eterosessuale non è più l'unica forma di famiglia, ci sono famiglie formate da due lesbiche, magari anche con figli.
Evidentemente il senatore ha comunque più interesse della maggior parte degli italiani per la sessualità della Bindi, essendo informato.
E' ripugnante questo tentativo omofobo di delegitimare Rosy Bindi per il solo fatto che questa abbia fatto delle affermazioni da "cattolica adulta" sulle coppie di fatto.

Al convegno che il 20 maggio Arcigay e Arcielsbica di Genova hanno organizzato quest'anno per la giornata mondiale contro l'omofobia Scilitian Gastaldi proponeva, citando l'esperienza della associazione inglese Act Up, di iniziare a fare Outing ai politici e ai membri della chiesa Omofobi di cui si possa dimostrare, avendo dei testimoni, l'omosessualità.
Fare outing significa infatti dichiarare pubblicamente l'omosessualuità di un'altra persona.


A questo punto direi che, avendo iniziato il senatore Saia,  non ci dovrebbero più essere dubbi sulla legittimità del mezzo dell'Outing!




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22 maggio 2006

Appello del TGEU Network, Mobilitazione contro la transfobia

LEGGO SUL SITO DI CRISALIDE AZIONE TRANS E RIPORTO:



APPELLO URGENTE

PER MOBILITAZIONE INTERNAZIONALE

IL GIORNO 8 GIUGNO 2006

DAVANTI AD AMBASCIATE E CONSOLATI PORTOGHESI

Transessuale uccisa in Portogallo.

La censura su un crimine d'odio.

APPELLO PER UNA GIORNATA DI MOBILITAZIONE INTERNAZIONALE
GIOVEDI' 8 GIUGNO 2006.

Febbraio 2006, Gisberta Salce Junior, una transessuale brasiliana che viveva in una condizione di estrema esclusione sociale nella città portoghese di Oporto, è stata torturata e violentata analmente con dei bastoni per un periodo di 3 giorni e poi è stata gettata in un pozzo e lasciata morire in un cantiere abbandonato.

Un gruppo di dodici/quattordici ragazzi tra i 12 e i 16 anni ha ammesso di aver commesso questo crimine.

I ragazzi stano vivendo in un instituto di protezione dei minori diretto dalla chiesa cattolica.

Gisberta era in condizioni di salute molto precarie. Era sieropositiva, e aveva avuto la tubercolosi. Viveva sulla strada e per guadagnarsi dei soldi  si prostituiva.

Questo crimine è stato ingannevolmente coperto dai media portoghesi. L'ordinamento giudiziario lo ha sminuito e i poteri politici lo hanno ignorato. Dietro questo tipo di trattamento vi è il tentativo di disumanizzare Gisberta.

La stampa ha rifiutato di pubblicare le sue foto, dando voce alle insinuazioni della gerarchia ecclesiastica secondo le quali sarebbe stata lei ad avere violentato i ragazzi, tacendo sul fatto che era transessuale e ignorando le dichiarazioni pubbliche delle organizzazioni LGBT.

Sviluppi recenti rendono sempre più elevata la possibilità che neppure il ragazzo più anziano, la cui età potrebbe permettere di essere accusato legalmente per la sua azione, sarà sottoposto a giudizio per l'omicidio.

Il caso è stato infatti valutato dalla giustizia come una semplice aggressione.

In Portogallo stanno facendo tutto il possibile per dimenticare questo crimine orribile senza conseguenze, azioni penali o cambiamenti legali.

L'accumulo di esclusione e degradazione sociale sofferto da Gisberta Salce Júnior rivela chiaramente la condizione di emarginazione delle persone Transessuali in Portogallo. Il suo caso è una chiara dimostrazione dell'alto livello di aggressione e degli atteggiamenti transfobici presenti nella società portoghese. Il dibattito pubblico è soffocato in Portogallo addirittura prima che questo cominciasse - e non può essere riacceso senza una pressione internazionale.

Per questo motivo, il "Network Transgender Europeo" (European TransGender Network),
che raccoglie le più importanti associazioni transgender di tutta europa,
in collaborazione con le organizzazioni portoghesi
diffonde un appello a tutte le associazioni LGBTQI europee e di tutto il mondo,
per realizzare una
protesta internazionale l' otto giugno
davanti alle ambasciate ed ai consolati portoghesi

per esprimere il supporto per gli sforzi degli attivisti portoghesi e
spingere il governo portoghese a riconoscere un crimine d'odio molto serio, assumendosi le proprie responsabilità.

Richiediamo:

  • una riforma profonda del "sistema di protezione per i minori"*  in Portogallo;
  • una politica sociale di assistenza per i gruppi emarginati - compreso gli immigranti, le persone con il HIV, le persone senza   casa, chi ha problemi di dipendenza da sostanze  e le sex worker- anziché una politica dell'esclusione.
  • l'inserimento esplicito dell' identità di genere nelle legislazioni anti discriminatorie e  l'inserimento nella legislazione penale riguardante i "crimini d'odio" motivati da "Transfobia" .
  • iniziative per la promozione della coscienza sulla situazione delle persone transgender e contro gli atteggiamenti transfobici e omofobici nelle scuole, sui posti di lavoro, tra le forze dell'ordine e tra la popolazione in genere.
  • il pieno riconoscimento del genere incluso il diritto della libera scelta del nome e una legge di riconoscimento di genere simile alla legge britannica "Gender Recogntion Act" del 2004.
  • riduzione del controllo medico riguardo i trattamenti medici sui/sulle transessuali, comprendente il libero accesso al trattamento medico ed alla scelta dei medici, un contributo finanziario per gli interventi chirurgici e trattamenti all'estero, la promozione di una corretta formazione medica specializzata su questi temi nel sistema sanitario portoghese. 

Il TGEU Network sollecita tutti gli attivisti ed organizzazioni interessati in Europa ed in tutto il mondo alla partecipazione a questa forma di lotta per l'otto giugno informando lo stesso TGEUnet sulle iniziative che verranno prese ai seguenti contatti:

jo.sch@tgeu.net
svitorino@gmail.com

Un documentario " Gisberta / Libertade " è stato girato da TGEU Net e gli attivisti portoghesi. A partire dal 26 maggio, questo film su DVD sarà disponibile su richiesta ai contatti sopra menzionati per sostenere la discussione e la mobilitazione internazionale dell' 8 giugno.

Il Comitato Direttivo dell'European TransGendet network "Amore e Potere".

(*) il cosiddetto sistema di "protezione dei minori" affida la metà dei "minori sotto protezione" alle istituzioni della chiesa, mette insieme bambini che hanno bisogno di protezione a causa di violenze domestiche subite con giovani che vengono "isolati" per aver commesso reati penali, realizzando una sorta di magazzino sovraffollato di bambini e giovani verso cui non esiste alcun sistema educativo e nessuna protezione ma semmai esclusione sociale. Un cambiamento di questo sistema significherebbe un reale ed efficace investimento per realizzare un sistema di reale protezione, cura ed educazione, tanto quanto una specifica formazione di Giudici assunti presso il "Tribunale per i minori" che è attualmente inesistente

Le associazioni italiane aderenti al TGEU Network sono:

TGEU Network raccoglie le principali associazioni transgender dei seguenti paesi:
Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Islanda, Italia, Malta, Olanda, Portogallo, Repubblica Ceca, Russia, Spagna, Svezia, Turchia e Ungheria

INFOLINE ITALIA:
392-6845584

Mirella Izzo
per TgEu Network

translation from english: Nicole Iacono & Mirella Izzo
original appeal in english at: http://tgeu.net/




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21 maggio 2006

Rinasce questo blog

Era da febbraio che non mettevo più mano al blog. E' stato un periodo in cui ho avuto tantissimo da fare, in cui credo di poter dire di essermi finalmente "lanciato" davvero nella militanza glbt  o di avere almeno iniziato  a farlo.
Questo blog rinasce oggi e pneso che me ne occuperò abbastanza.  Credo
che qui da oggi parlerò quasi esclusivamente di politica e nello specifico di politica glbt anche se ci sarà ancora spazio per altre questioni riguardanti la laicità negli altri suoi aspetti.
E' un periodo in cui sto riflettendo molto sul variegato mondo omosessuale, bisessuale e trans, in cui sto formando la mia posizione su alcune questioni e di questo quindi mi occuperò.

Intanto il 19 e il 20 maggio a Genova c'è stata la giornata mondiale contro l'omofobia, con la partecipazione di personalità nazionali, e per quanto mi riguarda sono davvero contento.
Ho visto la volontà di radicalizzare le nostre battaglie, la volontà di mettersi in gioco e di non cedere di un millimetro.
Ho visto un approccio finalmente chiaro e intransigente verso la Chiesa Cattolica e le sue gerarchie, cadere quell'alone di rispetto che ogni tanto credo sia stato presente verso chi non fa il minimo sforzo di rispettarci.

Da quello che ho visto e sentito credo ci si debba aspettare un periodo duro, faticoso, difficile, che richiede di impegnarsi continuamente, quotidianamente in ogni spazio. 
Ho visto molta voglia di battersi, di lottare, di esserci.
Non posso sapere dove arriveremo in questi 5 anni di governo Prodi, e soprattutto cosa ci troveremo di fronte  alla fine di questi cinque anni noi cittadini gay, lesbiche, bisessuali e transgender.

Momenti faticosi, di scontro duro, momenti che richiederanno grande impegno, ma credo momenti interessanti e appassionanti.

Per quanto mi riguarda ho deciso che voglio esserci, in prima persona.

Si è appena conclusa a Genova la giornata mondiale contro l'omofobia che ho contribuito a organizzare.
Tantissima gente, ancora tantissima rabbia, la stessa che portiamo dentro dal giorno in cui abbiamo letto il programma dell'unione, tantissima voglia di andare oltre.

Un saluto a Sciltian, che sono contento di aver rivisto, e a tutti gli altri che ho conosciuto in questi giorni.
Ci si vede a Torino, il 17 giugno, al Pride Nazionale e in tutte le nostre piazze,
Valerio.






                                              





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12 febbraio 2006

Andiamo agli Stati Generali del movimento glbt italiano

Questo appello viene dal blog anelli di fumo di Sciltian Gastaldi, che trovate nei link.
Io la penso esattamente così, a parte che non credo ci convenga la rosa nel pugno.

Andiamo agli Stati Generali del movimento glbt italiano

Questo è un appello rivolto anzitutto ai segretari di Arcigay, Arcilesbica, Arcitrans, Mario Mieli, DiGayProject, Antagonismo Gay e a tutte le altre sigle politiche del movimento italiano gay lesbico bisessuale e transgender. E' un appello rivolto a tutti gli intellettuali e a tutte le persone che, a prescindere dal loro orientamento sessuale, considerano il diritto di tutti i cittadini italiani ad avere gli stessi diritti civili come un concetto non rinunciabile.


Convochiamo gli STATI GENERALI del movimento glbt. Convochiamolo a Bologna, presso la sede dell'Arcigay nazionale, che ha lo spazio fisico per ospitare una grande assemblea. Convochiamolo da qui a 15 giorni, partendo da questa considerazione:


Nel programma dell'Unione non c'è più il riconoscimento al Pacs, non c'è più il riconoscimento alle unioni civili, non c'è neanche il riconoscimento alle coppie dello stesso sesso. Non c'è niente per i cittadini glbt. La Cdl ci ha invece discriminato apertamente non ha fatto che peggiorare la nostra condizione civile.


Cosa si fa?


Dall'Orto propone di ritirare le candidature glbt dai partiti dell'Unione e astenerci alle elezioni. Discutiamo se questa è l'unica strada possibile o se possiamo trovarne altre.


Lo dico chiaro chiaro: prendiamo una decisione a maggioranza, ma che sia una decisione UNITARIA. Io sono per travasare tutte le nostre candidature nella Rosa nel Pugno, ma vedo i limiti di questa possibilità. Possiamo ipotizzare di partecipare con una Lista fuori dai poli, di Resistenza Laica. Discutiamone insieme e decidiamo. Sono pronto ad accettare qualunque decisione esca dall'assemblea.




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11 febbraio 2006

9 APRILE? IO MI ASTENGO !

 

 

Oggi sono incazzato, scusate se sono volgare, se mi lascio un po’ andare, ma è almeno dal 13 gennaio che mi sento insultato dalla forza politica che pensavo sarei andato a votare alle prossime elezioni.

Oggi penso alla giornata che ho passato da scrutatore alle primarie, alzandomi alle cinque del mattino per tornare a casa alle due e mezza distrutto con un gran mal di testa, pranzando di corsa in un quarto d’ora. Il giorno dopo svegliarmi alle sei e mezza come sempre e a scuola, distrutto e felicissimo. Penso a tutti i sorrisi, i ringraziamenti,  le battute e i discorsi.

Era il 16 ottobre e pensavo di stare tra la mia gente, oggi so che non è stato così.

Era il 16 ottobre e sottoscrissi, come tutti coloro che hanno votato alle primarie, il progetto per l’Italia dell’Unione,  certo li non c’era  nessun riferimento al Pacs, però prevaleva l’ottimismo, era stato detto più volte, pubblicamente che le coppie di fatto etero e gay potevano stare tranquille.

 

Da quel giorno ne ho ingoiato, ne abbiamo ingoiato noi gay, ma non solo, di bocconi amari.

Ci sarà qualcosa, ma non si chiamerà Pacs, però tuteleremo i diritti delle coppie.


Noi come Zapatero, ma figurarsi, no no noi siamo come Aznar sulla famiglia.


Poi mesi e settimane in cui alcuni leader stragiuravano che nel programma dell’unione c’erano le “unioni civili”, ma non all’inglese, saranno una cosa nuova.


Il parlamento europeo vota un testo contro l’omofobia, uno dei più grossi partiti della coalizione si astiene.


Siamo scesi in piazza a Roma e il leader dell’Unione, con cui ancora riuscivo ad identificarmi, si amareggiava, i froci in piazza, si sa, fanno sempre solo del folklore, del carnevale, esibizionismo e cattivo gusto ( ma tu guarda, era d’accordo anche l’Udc!).


Li con noi però c’era quasi tutta la sinistra che stava con noi, qualcuno disse che Prodi poteva essere anche amareggiato, ma si era impegnato per fare una legge, per cui l’importante era che garantisse di firmare la legge, anche se avesse dovuto firmarla amareggiato.

 

Oggi il programma c’è, e tutti quelli che dal palco di piazza Farnese  ci garantivano appoggio, magari ci dicevano che eravamo la parte migliore di questo paese, LORO oggi sono tutti soddisfatti.


Si è trattato, è stata dura, ma carissimi guardate che bel compromesso che abbiamo messo giù, non si fa nessun'istututo giuridico e non si danno diritti come coppie, ma solo come individui.

 

Insomma un paragrafo vuoto, privo di contenuti, ma che non dice benissimo tantissime cose.

 

Loro sono contenti, Loro, mi fa piacere, io no, NOI no!

 

Non so se siamo la parte migliore del paese, so che Loro sicuramente non ne fanno parte.

 

Si poteva intuire già da un po’ ma oggi è chiaro i froci vanno bene se si sta all’opposizione, se si ha idea di governare certo che no!

 

Mi viene in mente uno slogan che avevo visto scritto in un cartellone in una foto del pride di Milano “Ho un sogno, Zapatero a palazzo Chigi”, adesso dovremmo sognare Aznar!

 

Lo avevo già scritto,  che avrei aspettato oggi per sapere che fare alle elezioni, oggi lo so, io il giorno delle elezioni  potrei stare a casa a dormire, uscire a fare un giro, io non andrò a votare, non andrò a votarli.

 

Tra poco penso che sottoscriverò l’appello di Dall’Orto che chiede ai membri della comunità glbt candidati in parlamento di ritirare le candidature, visto che servono solo a far dire a LORO che stanno con noi, potevano dirlo mesi fa, potevano dirlo il 14 anche se con meno convinzione, da oggi stanno con Ruini, per non dire con Tremaglia ma potrei anche, lui è più esplicito loro più striscianti, ma non riconoscere la dignità alle nostre coppie, al nostro amore, vuol dire discriminarci, non riconoscere la nostra dignità.

 

Sperò in una reazione energica delle associazioni GLBT, spero che riusciranno a dire che non stiamo con l’Unione, nonostante ci siano stretti rapporti da tempo.

 

Per quanto mi riguarda domani uscirò da un’associazione politica in cui ero impegnato che si riconosce nell’Unione, non ho niente da rimproverare a questa associazione nello specifico, ma non riesco più a starci nell’Unione.

 

Coninuerò a spendermi nell'arcigay, nella uaar, nell'uds e magari in futuro in altri spazi per un'Italia laica, rispettosa della dignità dei sui cittadini, che riconosce ai suoi cittadini i loro diritti, però, per quanto mi senta italiano, oggi non ho potuto non pensare che bello sarebbe vivere in Spagna o in Inghilterra o in Olanda e in tutti gli altri ... insomma vivere davvero in Europa.




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19 gennaio 2006

Proprio non gli va giù!

Quando Prodi si è detto amareggiato per il fatto che a Roma ci fosse la manifestazione "tutti in pacs" pensavo che, amareggiato o no, avrebbe potuto evitare di dirlo, soprattutto di dirlo con qui toni.

Adesso la manifestazione è stata fatta, gioiosa ma ordinata, l'unico ad alzare i toni ed a scendere in polemica, per poco, è stato Cecchi Paone, attaccando comunque politici che hanno sempre dimostrato al meglio la loro omofobia, che non hanno mai rispettato minimamente la comunita glbt.
Non c'è stato folklore, non era niente di simile ad un carnevale.

Se non ha evitato di parlare il 13 gennaio forse poteva farlo adesso.
 Leggo su Gaynews.it:

"Roma, 19 gen. - "Quello che c'è nel nostro programma non sono mica manifestazioni con certi gesti e esibizionismi. Quello che è nel nostro programma è un tener conto seriamente delle unioni civili e delle convivenze di fatto".


Quali gesti e quali esibizionisti vorrei sapere, non sono condivisi dal leader dell'Unione, perchè mentre lui si amareggiava io ero in piazza e non ho trovato nulla, (quasi nulla dai, c'erano i radicali riamsti alleati con il centrodestra ;-) da contestare, forse io e Prodi abbiamo proprio poco a che fare, come già dicevo ci penserò andando a votare.




permalink | inviato da il 19/1/2006 alle 15:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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